QUANDO SMETTI DI ALLATTARE

QUANDO SMETTI DI ALLATTARE

QUANDO SMETTI DI ALLATTARE 724 483 Neogenes

Ci sono alcune cose che dimentico dopo un giorno, altre che non potrò dimenticare mai più. Nell’ultima categoria rientra la mia ultima poppata.

Che tu smetta di allattare quando tuo figlio è ancora misurabile in mesi o quando ti chiede il permesso di comprare il motorino, questo non è un momento facile per una mamma.

Si perché tra l’allattare e il non allattare c’è di mezzo il mare, e di solito le fasi da superare sono le seguenti:

LA DECISIONE
Ovvero quando una mamma decide che è giunto il momento… nella sua testa girano mille pensieri, spesso contrastanti, che spaziano tra:

-basta non ce la faccio più, 
-ma forse è troppo presto, 
-magari mi dorme di più la notte, 
-però smetterò di passargli gli anticorpi, 
-non voglio che diventi un vizio,
-e se il nostro rapporto cambiasse?
-si ma se voglio passare una notte fuori, 
-che poi Recalcati ha detto che la mamma deve saper lasciare andare il figlio

..ok, basta, smetto.

LA COMMOZIONE
Quel momento in cui ti rendi conto che quella è l’ultima poppata della vostra vita di mamma e figlio… l’ultima volta in cui gli darai nutrimento direttamente dal tuo corpo, l’ultima volta che si compirà quella magia, l’ultima volta in cui vedrai il suo visino rilassarsi in quell’incastro perfetto…

LA DISPERAZIONE
E poi arriva il momento della verità… il piccolo che segue la sua routine convinto che di lì a poco si attaccherà a ventosa come al solito.. e invece no. Un attimo di smarrimento, uno sguardo alla mamma “forse ho capito male, forse deve allentarsi la maglietta, forse vuole mettersi un po’ più comoda! Qualunque sia il problema, sbrigati mamma, dai!”… e invece no. No piccolino, da oggi le cose cambieranno un po’. Il tempo di realizzare e parte la disperazione, può durare qualche minuto o perfino più giorni, finché il bambino capisce che non c’è più tetta per gatti e se ne fa una ragione.

È IL MIO CORPO CHE CAMBIA
Insomma di solito il piccolo in un primo momento non la prende un granché bene, ma anche il seno non scherza!

Hai voglia a dire smetti gradualmente, che tu faccia più poppate al giorno o solo quella della nanna, quando smetti il tuo seno non capisce. Non è che gli puoi dire “guarda seno, ho deciso, ti appendo al ferretto, da stasera puoi smettere di cucinare, sei stato un valoroso e fedele lavoratore, grazie di tutto, torna a fare il decoltè”. Ecco no, lui continua a produrre latte. Si sa mai che tu ti sia sbagliata, che il bebè si è fatto una cena fuori ma poi gli viene un languorino durante la notte.. così al mattino ti svegli con un davanzale, manco fosse passato di notte il chirurgo plastico a rifarti tutto gratis. Peccato che la consistenza sia quella di un palloncino pieno di farina di grano duro e che faccia un male boia. E mentre le provi tutte e te ne stai lì a fare impacchi caldi speri che finalmente il tuo seno fermi l’impianto produttivo! Tuo figlio ormai si attacca al biberon che è un piacere e tu sembri ancora la Parmalat..

E poi, dopo qualche giorno, finalmente capisce, capiscono tutti, tuo figlio, il tuo seno, tuo marito.. tutto ritrova un nuovo equilibrio.

Il tuo bimbo non si attacca più… ripercorri tutti i momenti buffi, quando hai dovuto allattare in situazioni estreme, quelli più difficili, quando il seno era l’unico modo per consolare i suoi dolori e sei rimasta sveglia notti intere e quelli più dolci quando si assopiva sereno al tuo petto. Proprio come ora, che continui a essere il suo centro di gravità permanente, da cui farsi cullare occhi negli occhi… perché che beva il latte dal seno, dal biberon, o non lo beva proprio, una mamma è nel calore di quell’incastro perfetto con il suo bambino.

Di Mamma senza Patente

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