POSSO FARCELA A MODO MIO

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Accompagnare lo sviluppo motorio nei primi 18 mesi

Quante cose imparano i bambini nel primo anno di vita? Se ci focalizziamo in particolare sullo sviluppo motorio, ci accorgiamo come in un tempo decisamente breve (12/18 mesi) il neonato acquisisce competenze via via più evolute che lo portano fino alla verticalizzazione e al cammino autonomo.

I bambini possono raggiungere autonomamente queste competenze, quando sarà il momento, se intorno avremo preparato un ambiente favorevole, inteso sia in senso fisico (attraverso la cura dello spazio a disposizione) che in senso relazionale-emotivo.

Salta agli occhi di ogni genitore che i bambini sono tutti diversi tra di loro, anche se hanno la stessa età, anche se sono fratelli. Ogni bambino ha il suo temperamento e il suo stile, che esprime anche nelle conquiste di sviluppo.

Anche Brazelton, pediatra, attraverso l’approccio che ha sempre caratterizzato il suo lavoro clinico e scientifico, mirava a valorizzare le specificità di ogni bambino: “Brazelton ha dato dignità scientifica a quanto le madri dentro di loro hanno sempre saputo: che un neonato, fin dai primi momenti, si mostra diverso dagli altri, ha una sua personalità” (Rapisardi, Davidson – Medico e Bambino 3/2003)

Infatti possiamo dire che ci sono bambini molto “motori”, per i quali ogni occasione di gioco è esplorazione dello spazio circostante, e altri che lo sono meno e si mostrano più interessati all’osservazione e alla relazione o alle attività manuali.

Tempo e libertà di movimento è ciò che secondo Emmi Pikler, pediatra ungherese, serve al bambino per favorire gli apprendimenti motori, come spiega nel suo libro “Datemi tempo”.

Non è importante pensare di dover “stimolare” il bambino, come se l’acquisizione di competenze fosse il risultato diretto di un meccanismo stimolo-risposta, ma, invece, offrire opportunità di sviluppo e apprendimento in un contesto accogliente e in un clima affettivo positivo.

Il tempo di gioco libero a tappeto è dai 4-5 mesi ciò che più favorisce lo sviluppo armonico del sistema muscolo-scheletrico e permette al bambino di relazionarsi con l’ambiente, sostenuto dalle attenzioni dei genitori. Giocando potrà esprimere i propri desideri, sperimentare le proprie competenze e trarre soddisfazione dalle piccole conquiste.

Per questo motivo è sempre meglio limitare il tempo che il bambino trascorre nell’ovetto o nella sdraietta e si può evitare l’utilizzo del box. È preferibile infatti creare un ambiente a misura di bambino, dove possa muoversi in autonomia esplorando lo spazio in sicurezza. Queste esperienze sostengono anche la sua autostima.

Il compito del genitore quindi è quello di preparare uno spazio idoneo, dove il bambino senta di poter agire ed essere protagonista dell’azione; dedicargli tempo per accompagnarlo lasciandolo libero di esprimere le proprie preferenze, dando fiducia alle competenze del bambino.

Ancora Rapisardi e Davidson evidenziano che nell’approccio Brazelton “Lo sviluppo del bambino viene visto come un processo complesso, in cui non esistono tappe e competenze precise in base all’età del bambino. Un processo caratterizzato da momenti di rapido sviluppo alternati a fisiologiche regressioni, che ogni bambino attraversa con proprie caratteristiche personali”.

Un percorso unico in cui accompagnarli a crescere!

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