L’ALIMENTAZIONE DOPO IL LATTE

L’ALIMENTAZIONE DOPO IL LATTE

L’ALIMENTAZIONE DOPO IL LATTE 719 720 Neogenes

QUANDO FINISCE L’ALLATTAMENTO ?

QUANDO INIZIANO LE PAPPE ?

Buona giornata a tutti voi,

E ben ritrovati!

Ci siamo lasciati nella scorsa rubrica parlando di un “fenomeno magico” e peculiare dell’universo femminile quale è l’allattamento materno. Oggi vorrei che proseguissimo il nostro viaggio verso mondi nuovi e altrettanto affascinanti, vi introdurrò nel vivo della nostra rubrica, Tutti a Tavola, parlando di tutto ciò che riguarda l’alimentazione delle vostre bambine e dei vostri bambini dopo il latte. Siete pronti….? Allora partiamo!

Come ormai saprete bene, l’allattamento materno è il modo per dare al bambino nutrimento e sicurezza e rappresenta un riferimento affettivo davvero rilevante per l’acquisizione dell’autonomia. A partire dal sesto mese di vita compiuto, il latte materno da solo non è più sufficiente a soddisfare i bisogni nutritivi del bambino. A questa età il bambino è ormai pronto ad un tipo di nutrimento diverso dal latte materno. Il bambino è pronto da ogni punto di vista: sia emotivo, sia fisico, consideriamo per esempio le sue abilità motorie oppure le sue capacità digestive.  Potrà accettare il cucchiaino e gestire in autonomia la deglutizione dei cibi densi… una novità assoluta per lei o lui.

Vi starete chiedendo quando dovrebbe terminare l’allattamento materno e di conseguenza quando iniziare con le pappe?

Se la mamma lo desidera, l’allattamento al seno può continuare dal secondo semestre di vita fino al secondo anno e anche oltre, come suggerito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

A partire dai 6 mesi di vita delle vostre bambine o dei vostri bambini, il latte materno o di formula da soli non sono più in grado di soddisfare i loro fabbisogni nutrizionali. Ecco quindi che bisogna pensare ad un’alimentazione complementare. Per “alimentazione complementare” s’intende l’introduzione di alimenti diversi dal latte materno o dal latte artificiale, che non sostituiscono il latte materno o il latte artificiale, ma si aggiungono ad essi e li integrano. Per questa ragione, il termine “alimentazione complementare” dovrebbe sostituire i vecchi termini usati per identificare questo processo, svezzamento o divezzamento, che letteralmente significano “togliere il vizio” del latte. Al contrario, la continuazione del “vizio” cioè la prosecuzione dell’allattamento al seno dovrebbe essere promossa, come raccomandato dall’OMS.

L’importanza dell’alimentazione complementare, per l’intera vita dei vostri figli

Il periodo dell’alimentazione complementare si sovrappone ad una fase particolarmente vulnerabile per la crescita delle vostre bambine e dei vostri bambini: parliamo dello sviluppo e dello stato di salute dei piccoli dai 6 mesi ai 2 anni di vita. Numerose ricerche condotte in paesi a basso e ad alto reddito hanno dimostrato come in questo periodo sia le carenze sia gli eccessi nutrizionali facciano aumentare il rischio di malnutrizione, denutrizione da un lato e obesità dall’altro, con il rischio di gravi conseguenze per la salute che possono durare anche per tutta la vita. Le due condizioni che abbiamo appena citato possono riguardare una stessa popolazione, a prescindere dall’economia del paese, ma tendono a colpire le fasce più disagiate.

Vi allego un utile volantino riassuntino (W la pappa, mangiare sano dai 6 ai 36 mesi), pubblicato sul sito della Regione Lombardia.

https://bit.ly/2m6R4gW

E’ quanto mai importante diffondere buone pratiche per l’alimentazione complementare, perché venga promossa fin dalla più tenera età la salute di quelli che saranno i futuri adulti.

Il periodo dell’alimentazione complementare dovrebbe proprio essere considerato come un momento di promozione, a breve e a lungo termine, della salute in tutti i suoi aspetti, metabolici, neurofisiologici e relazionali. Durante questo periodo il bambino:

•            è fisiologicamente in grado di assumere cibi semi solidi e solidi, indipendentemente dal suo stato di dentizione.

•            è molto ricettivo alle sollecitazioni del mondo che lo circonda, compreso quello dei sapori, degli aromi e della consistenza dei cibi.  E’ molto importante tenere presente che le esperienze gustative che i bambini vivono proprio nella fase di passaggio dall’alimentazione lattea esclusiva all’alimentazione complementare sono fortemente determinanti per la definizione del gusto e delle preferenze alimentari che caratterizzeranno il bambino durante l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta.

•            inizia a sperimentare ed acquisire le abitudini alimentari della famiglia e della tradizione gastronomica della comunità in cui vive.

•            è in grado di autoregolare il proprio senso di fame e di sazietà, soprattutto se è stato allattato a richiesta. Ciò non vuol dire, ovviamente, che sia in grado di scegliere cosa vuole mangiare, ma che è capace di mostrare a chi gli offre il cibo quanto vuole mangiare.

Sono state pubblicate sul sito del Ministero della Salute le F.A.Q sulla corretta alimentazione ed educazione nutrizionale nella prima infanzia.

Quando iniziare l’alimentazione complementare

Quando il bambino è pronto per il passaggio dall’allattamento all’alimentazione complementare, trasmette chiari segnali all’occhio attento di mamma e papà.

Primo fra tutti, se gli si offrono cibi semi solidi o solidi, li accetterà e comincerà a provarli con curiosità.

Se rifiuta, vuol dire che non è ancora pronto e si dovrà aspettare ancora qualche giorno, o settimana, prima di riprovare, senza mai forzare.

È importante tuttavia ricordare che, se l’introduzione di cibi più consistenti o solidi non avviene entro il decimo mese, il lattante potrebbe avere maggiori difficoltà di introduzione e poi di accettazione dei cibi solidi.

Un approccio diverso è ovviamente necessario in casi particolari, come i nati pretermine (valutandoli secondo l’età biologica e non anagrafica) o di basso peso, o i lattanti affetti da malnutrizione o altre malattie per le quali sia necessaria una specifica valutazione dei bisogni nutrizionali.

Io vi ringrazio e spero di aver contribuito a fornire alcune informazioni utili al vostro viaggio verso l’alimentazione complementare, ma vi aspetto alla prossima puntata perché avremo ancora molto da dirci, a partire dai primi cibi diversi dal latte da proporre alle vostre bambine e ai vostri bambini.

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