IL NOSTRO PICCOLO CRESCE: 3 MESI E LE PRIME SCOPERTE

IL NOSTRO PICCOLO CRESCE: 3 MESI E LE PRIME SCOPERTE

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Già alla nascita il neonato mostra le sue potenzialità relazionali, che si possono esprimere e modellare momento per momento, grazie al rapporto con il mondo esterno, e soprattutto con la mamma.

Intorno ai 3 mesi di vita si nota che i neonati hanno una maggiore capacità di regolazione dei sistemi neurovegetativo, motorio e relazionale-comportamentale.

Si mostrano propositivi e comunicativi, interessati a ciò che hanno intorno nei crescenti momenti di veglia tranquilla e disponibilità alla relazione: osservano attentamente il volto della mamma e già da qualche tempo rispondono con il sorriso; osservano l’ambiente intorno a loro e si mostrano interessati a luci e colori vivaci di alcuni oggetti presenti.

È proprio in questo momento che nasce spontaneamente la domanda in tanti di noi alle prese con la prima esperienza di genitori: cosa posso proporgli? Cosa possiamo fare insieme per passare il tempo e conoscerci sempre di più? Questi interrogativi spesso si fanno spazio nella mente di un genitore, in bilico tra la paura di non proporre “abbastanza” al bambino per favorire il suo sviluppo e il timore di sovra stimolarlo e affrettare tappe che non è ancora pronto a raggiungere.

Sempre intorno a questa età osserviamo che i neonati fanno i primi tentativi di avvicinare le manine ai volto del genitore o agli oggetti che si trovano nel loro campo visivo, oppure di afferrare le loro stesse manine cercando di portarle alla bocca.

A partire da quello che abbiamo osservato che è il loro interesse, allora, può essere una piacevole esperienza condivisa il proporre loro, ad esempio, di toccare un sonaglio che gli mostriamo, scegliendo giochi e sonagli leggeri e di facile prensione, non di dimensioni troppo piccole per il pericolo di soffocamento.

Scegliendo materiali diversi possiamo incoraggiare e favorire l’esplorazione visiva e tattile. Il portare le mani e gli oggetti in bocca è un istinto naturale che permette al neonato di conoscere meglio ciò che ha a disposizione; solo più avanti infatti il bambino utilizzerà prevalentemente le mani e le dita per sentire e toccare.

Bastano pochi materiali da alternare: un gioco in legno, uno con parti di stoffa, di gomma, un libretto morbido con pochi disegni ben delineati e dai colori vivaci, che risaltano sullo sfondo. I neonati infatti prestano attenzione soprattutto ai contrasti bianco/nero e ai colori. Possiamo proporre anche un sonaglio sonoro che incuriosisce e favorisce la sperimentazione uditiva.

Le proposte che facciamo al bambino hanno lo scopo di accompagnarlo a scoprire e conoscere, senza stancarlo o eccitarlo eccessivamente ma nel rispetto dei suoi tempi e bisogni.

Le “chiacchiere a quattr’occhi”, definite così dal pediatra Berry Brazelton di cui abbiamo parlato anche precedentemente, sono quindi tanto importanti quanto un sonaglino da guardare e afferrare, ma anche quanto una passeggiata da fare insieme.

Le cure e le attenzioni che offre naturalmente al neonato il genitore che ascolta il proprio istinto sono proprio ciò che occorre per far emergere il potenziale di sviluppo che è già dentro di lui.

Bisogna ricordare che il bisogno del bambino è soprattutto un bisogno di relazione e fare le cose insieme a lui per quanto possibile (magari portandolo in fascia e raccontandogli quello che facciamo) è ugualmente un tempo condiviso importante, anche se non è un tempo dedicato specificatamente al gioco.

É preferibile evitare giochi tecnologici che spesso sono eccessivamente stimolanti e hanno la funzione di intrattenere il bambino ma in una posizione sempre passiva, da spettatore. Allo stesso modo anche palestrine e altalene “sonore” andrebbero utilizzate per il minor tempo possibile privilegiando momenti di interazione e di sperimentazione “attiva”.

Facilmente la palestrina e box possono essere sostituiti da un tappeto un po’ imbottito su cui poter sperimentare diverse posture. Dai 3/4 mesi infatti i neonati sono progressivamente in grado di stare per tempi brevi a tappeto, vicino a noi, mentre chiacchieriamo con loro e mostriamo loro qualche gioco.

Possiamo proporre anche la posizione a pancia in giù, per tempi brevi in base alle preferenze del bambino, e in questo modo la variabilità posturale permetterà uno sviluppo armonico del sistema muscolo-scheletrico. Intorno a quest’epoca i bambini iniziano anche i tentativi di rotolamento da prono-supino e viceversa e il tappeto si presta a questa sperimentazione senza pericoli. Saranno loro a farci capire quando questa attività diventa “troppo” e hanno bisogno di ritrovare il contatto con noi e di essere presi in braccio. 

È sempre molto importante rispettare i tempi e i bisogni del bambino, accompagnare e sostenere le sue piccole scoperte.

Rispettare i tempi e rispondere sempre alla comunicazione del bambino, quindi anche al pianto, che ha sempre un significato, permette al bambino di capire che i suoi bisogni sono accolti e compresi e lo sostiene nel complesso processo di percepirsi come “persona”.

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