I CAPRICCI

I CAPRICCI

I CAPRICCI 545 480 Neogenes

I capricci rappresentano una componente normale dello sviluppo dei nostri figli.

Tuttavia possono mettere a dura prova la pazienza dei genitori poiché, a volte, è davvero difficile gestire i pianti, le urla e i “no” dei nostri piccoli.

I capricci si manifestano a partire dai 2-3 anni poiché in questi momenti dello sviluppo il bambino avverte l’esigenza di una maggiore indipendenza e il bisogno di affermarla.

Sebbene i comportamenti oppositivi dei bambini rappresentano una naturale provocazione e un bisogno di verificare la solidità delle regole dettate dagli adulti, è importante comprendere come i capricci possono essere contenuti fissando dei limiti e delle regole chiare.

Esistono inoltre delle differenze tra bambino e bambino determinate dal temperamento e dall’eredità genetica trasmessa dai genitori. Non è infrequente infatti che i bambini particolarmente cocciuti e determinati hanno genitori con una personalità simile.

Ciò che caratterizza i capricci di tutti i bambini è l’insistenza delle loro richieste e le sceneggiate più o meno plateali che alla fine porta l’adulto a sentirsi “sfiancato”.

Consigli su cosa fare o non fare:

1 Domandarsi se la quotidianità dei nostri figli è adatta

Se da un lato i capricci rappresentano una fase evolutiva normale, dall’altro è importante domandarsi se la routine quotidiana dei nostri bambini è adatta al loro, ossia se è fatta di movimento, di giochi con i coetanei e di accudimento da parte dell’adulto. Una giornata di impegni troppo stressanti o, al contrario, trascorsa immobile davanti alla tv può innescare comportamenti capricciosi.

2 Non minacciate i vostri bimbi!

Evitare minacce di chiuderlo nella propria stanza, di non volergli più bene o di andare via di casa: un tale atteggiamento infatti contribuisce solamente a spaventare o umiliare vostro figlio e non a evitare i capricci.

3 Non fate paragoni con fratelli o amichetti

I paragoni mettono in crisi la sicurezza e l’autostima del vostro bambino

4 Non alzare le mani e non urlare

Alzare le mani non è mai un metodo educativo adeguato. Comunica al bambino che è possibile ottenere ciò che si vuole tramite la violenza e rappresenta solamente un mezzo di sfogo della rabbia momentanea del genitore. Al contrario, lo sguardo e il tono deciso della voce esprimono fermezza e insindacabilità delle regole.

5 Fornire rinforzi positivi

E’ importante premiare i comportamenti adeguati e congratularsi quando i nostri figli si comportano bene.

E’ possibile, ad esempio, ideare un tabellone a punti in cui viene annotato ogni comportamento adeguato messo in atto dal bambino.  Il raggiungimento di un certo punteggio determina una ricompensa finale con un premio.

6 Stabilire le regole adeguate all’età

Le regole sono fondamentali poiché danno sicurezza, stabiliscono confini e pongono limiti purchè siano coerenti con l’età e non troppo restrittive.

7 Allentare la tensione

Se il vostro bambino è molto agitato è possibile tentare di sbollentare la tensione e la rabbia invitandolo a stare un po’ per conto suo e a tornare da mamma e papà quando sarà più calmo.

8 Evitate di etichettare vostro figlio

E’ fondamentale evitare etichette del tipo “sei sempre il solito sciocco” criticando il comportamento sbagliato e non esprimendo giudizi sulla persona che creano senso di umiliazione e svalutazione.

9 E se mi scappa uno schiaffo?

Come accennato, gli schiaffi vanno evitati perché sono segno di un fallimento educativo e di debolezza da parte del genitore che non ha saputo trovare un mezzo più adeguato per gestire la propria rabbia di fronte ai capricci sfiancanti del proprio bimbo.

Rappresenta inoltre un gesto prepotente che ci fa perdere autorevolezza agli occhi di nostro figlio che si sente umiliato e intimorito.

Di fronte ad un tale episodio è importante ripristinare il dialogo spiegando al nostro bambino che quel suo comportamento ci ha fatto perdere la pazienza, che i grandi non sono esenti da difetti e debolezze e che non accadrà di nuovo.

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