GIOCO…DI SGUARDI

GIOCO…DI SGUARDI

GIOCO…DI SGUARDI 640 478 Neogenes

Coccole a quattr’occhi nei primi mesi

Il neonato e il bambino sono molto legati all’esperienza del proprio corpo e, infatti, per imparare hanno bisogno di sperimentarsi in esperienze significative che partono dal corpo. Già alla nascita secondo Donald Winnicott il bambino si identifica con la sua bocca che ciuccia, nel senso che è interamente concentrato sulle sue sensazioni corporee e da quelle trae le prime esperienze di sé. Durante la crescita i bambini continuano questi apprendimenti a partire dalle esperienze corporee, ad esempio hanno bisogno di arrampicarsi e poi saltare giù per mettersi alla prova e per capire cosa significa che un gradino è alto, si abbassano il più possibile per passare sotto la sedia e fare esperienza di ciò che significa “basso”, e così via, mille volte al giorno. Il corpo permette al bambino di entrare nel mondo e farne esperienza, mettersi in relazione con gli altri e con gli oggetti. Corpo, esperienza e relazione sono quindi estremamente legati. Anche nel gioco, il corpo ha una funzione molto importante e a questa consapevolezza si deve la crescente attenzione per il movimento e i giochi all’aria aperta per tutta l’infanzia.

Tornando al neonato, possiamo dire quindi che ha un bisogno “vitale” di contatto. Attraverso il contatto con il corpo del genitore, in particolare della madre, può infatti percepire i propri confini ed è facilitato nella regolazione delle sue funzioni neurovegetative. Quando è accolto in un abbraccio, il neonato può percepire se stesso come persona.

Come possiamo giocare con un bimbo di uno, due, tre mesi, che appare così piccolo, fragile e apparentemente impreparato? Giocare “attraverso il corpo” cosa significa per un neonato? È vero che il neonato non propriamente gioca, per come siamo abituati a intendere l’azione del giocare. Ma il tempo trascorso insieme sembra suggerire ad un attento osservatore qualche opportunità “per stare insieme giocando” e intanto conoscersi di più.

Quando i genitori parlano, cantano e giocano con il loro bambino, lo aiutano a sviluppare connessioni neuronali e quindi un cervello più abile nell’interagire con gli altri. Possiamo proporre al bambino il nostro tocco delicato attraverso l’esperienza del massaggio, magari accompagnando questo accarezzarsi con una melodia o una piccola canzoncina o filastrocca. Altra attività molto indicata per i piccoli è la cosiddetta “chiacchierata a quattr’occhi”: parlare al bambino, usando un tono affettuoso è un’esperienza molto intensa. Nello sguardo dell’altro il neonato si rispecchia e questo lo aiuta a prendere maggiore consapevolezza di sè.

Possiamo quindi giocare con lo sguardo, sfruttando anche il momento dell’allattamento o le routine quotidiane come il bagnetto per parlare al bambino. Certamente sarà importante rispettare i tempi del bambino. Sta a noi cogliere i piccoli momenti di disponibilità, che diventeranno maggiormente prolungati man mano che il bimbo cresce, che corrispondono allo stato di veglia tranquilla. In quei momenti il nostro piccolo avrà gli occhi aperti, sarà sveglio e tranquillo ma estremamente ricettivo. Magari potrà partecipare alla chiacchierata con qualche piccolo versetto, sorridere o anche mostrare fastidio. In questo caso proviamo a riproporre le esperienze in un altro momento della giornata.

All’interno di questa piccola cornice di gioco di sguardi, di contatto corporeo e sintonizzazione emotiva, il neonato può già ora apprendere e mettere in campo le sue capacità di relazione. Nel documento “Nurturing Care per lo sviluppo infantile precoce”, prodotto dall’OMS, dall’UNICEF e da altre organizzazioni internazionali nel 2018, sono infatti collocate le opportunità di apprendimento precoce e il “responsive caregiving” (prendersi cura in modo affettuoso e comprensivo) come fattori determinanti lo sviluppo infantile, insieme a buona salute, adeguata nutrizione, sicurezza e protezione.

Apprendere è un processo intrinseco all’essere umano e nei primi anni i bambini acquisiscono tante abilità proprio attraverso la relazione con gli altri, il sorriso e il contatto visivo, parlare e cantare, fare insieme piccoli giochi di imitazione, ecc. Queste interazioni aiutano infatti i bambini, anche se molto piccoli, a imparare a stare in relazione e vivere in questo modo importanti esperienze di apprendimento sociale.  Attraverso il gioco e la comunicazione anche gli adulti imparano ad essere sensibili ai bisogni dei bambini e a rispondere in modo appropriato alle loro richieste, ponendo in questo modo le basi per un rapporto di affetto e comprensione reciproca importante per tutta la vita.