GENITORI E FIGLI: METTIAMOCI… IN GIOCO!

GENITORI E FIGLI: METTIAMOCI… IN GIOCO!

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Riscoprire il gioco come motore dello sviluppo psicomotorio del bambino

A volte sembra quasi che ci siamo dimenticati come si fa, così presi dal ritmo frenetico di vita. Altre volte tutto si riduce quasi alla “corsa all’acquisto” se c’è qualche ricorrenza e il gioco scelto più o meno con impegno resta pur sempre un semplice oggetto.

I bambini hanno sempre meno tempo per giocare, intrappolati tra le tante attività seppur molto belle di cui riempiamo i loro pomeriggi. Il gioco libero è per lo più svalutato, considerato un passatempo tra attività maggiormente importanti.

E invece è proprio quella naturale spinta al gioco che sostiene e favorisce lo sviluppo psicomotorio del bambino, fin da piccolissimo, e le abilità di relazione con gli altri.

Il gioco infatti, per ogni bambino, non è solo un modo con cui impegnare il tempo libero da altre attività (i compiti, lo sport..), ma è da considerarsi motore dello sviluppo globale, possibilità di scoperta della realtà, veicolo di espressione del mondo interiore, canale di comunicazione e relazione con gli altri.

Nei primi anni di vita, in particolare, i bambini acquisiscono un gran numero di competenze e conoscenze e anche per bambini così piccoli, da 0 a 3 anni, il gioco costituisce la modalità principale di espressione e il modo attraverso il quale apprendono le prime informazioni che riguardano la realtà che li circonda. Ma soprattutto è la modalità primaria in cui possiamo entrare in relazione con loro, per riscoprire la fondamentale importanza del legame tra genitori e figli.

Noi adulti spesso viviamo proiettati al futuro, la cena da preparare, il domani da organizzare, a volte distratti dal cellulare. E quanto è difficile in quei momenti potersi fermare sul “qui e ora” di un bimbo che gioca e che chiede “gioca con me”!

Ma basta provare a fermarsi per qualche istante per capire la portata di ciò che si ha tra le mani.

Un tempo prezioso per stare insieme, un terreno su cui costruire fiducia e reciprocità.

Per conoscersi, divertirsi, imparare, sorprendersi insieme.

La nostra società così proiettata sull’efficacia come modalità di lettura delle esperienze, orientata sulla prestazione in tutti gli ambiti, compreso quello infantile, ha bisogno di riscoprire il gioco.

Perché lo sviluppo non è un risultato da raggiungere, ma un intreccio di individualità, esperienze e relazioni che merita di potersi esprimere nelle sue potenzialità.

Cosa possiamo fare per accompagnare i nostri bambini?

Prima e forse unica regola è considerare il gioco una cosa seria.

E se non sappiamo come fare? Quante volte ci sentiamo impreparati come genitori? Come mai ci può sembrare difficile a volte capire come inserirsi nell’attività di nostro figlio o lasciarci condurre dalla fantasia e lasciare che il gioco “accada”?!

Il consiglio è di partire sempre dal bambino, da quello che ci suggerisce essere interessante per lui in quel momento. Che si tratti di un sonaglio, un cucchiaio di legno, una bottiglietta con dentro il riso, chi ha detto che non può iniziare così un gioco entusiasmante per piccoli e grandi insieme?

Abbiamo bisogno di riappropriarci della nostra naturale capacità di stare con i nostri figli, di giocare con loro, senza la preoccupazione dell’attività da svolgere ma cogliendo il meglio da questa esperienza: il semplice e quotidiano costruirsi di un legame davvero importante.

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