C’ERA UNA VOLTA …

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5 MOTIVI PER CUI LE FIABE SONO IMPORTANTI PER I NOSTRI BAMBINI

Non è mai troppo presto per iniziare a condividere con i nostri bambini il momento della lettura a alta voce di una favola.

A tal proposito è bene evidenziare come già ad un anno, i bambini sono in grado di ascoltare e comprendere brevi e semplici racconti, per esempio piccoli libricini illustrati. Con il passare dei mesi aumentano poi le capacità dei piccoli di prestare attenzione a racconti sempre più complessi. Intorno ai 2-3 anni l’interesse è focalizzato su storie che rimandano alle attività quotidiane, (mangiare, dormire, vestirsi, giocare ecc.), a 4-5 anni il bambino diviene capace di identificarsi con storie riguardanti fate, principesse, cavalieri, maghi, animali.

E’ evidente che raccontare o leggere una favola rappresenta un momento divertente e piacevole sia per noi sia per i piccoli lettori.

Il narrare-ascoltare arricchisce potentemente la relazione affettiva fra adulto e bambino, rendendola più forte e più profonda. Solo questo motivo basterebbe, per dedicarvi del tempo.

Tuttavia, è importante sapere che esistono altre buone ragioni per le quali dovremmo incentivare il racconto o la lettura di storie.

Qui di seguito trovate alcuni di questi i motivi per i quali le fiabe siano così fondamentali per la crescita dei nostri figli.

1_ Le favole stimolano l’immaginazione

Oggi i bambini sono sempre più attratti da videogiochi, televisione ed internet, strumenti che forniscono stimoli forti e accattivanti, ma che non sono in grado di attivare nei bambini il motore della creatività, assegnando loro solamente il ruolo di fruitori passivi. Al contrario, le storie permettono di stimolare l’immaginazione, di inventare ciò che non c’è, di confrontarsi con le potenzialità dei personaggi e le innumerevoli possibilità della fantasia.

2_ Le fiabe insegano a riconoscere, a gestire e a bonificare le emozioni

E’ fondamentale comprendere come, durante il racconto, il bambino tenda a riconoscersi ed identificarsi nei protagonisti. Entra in questo modo in contatto con le diverse emozioni provate dai personaggi, le sperimentata, impara a riconoscerle, a nominarle e a esprimerle.

La favola permette di mantenere la giusta distanza, tanto ben evidenziata dal “c’era una volta…in un paese lontano lontano…”, che permette di entrare in contatto con le emozioni facendo tuttavia in modo che non abbiano un impatto troppo forte sui piccoli lettori. Questi sentimenti, incontrati nella fiaba come se fossero esterni alla realtà vissuta dal bambino, divengono più facilmente accettabili e meno spaventosi.

E’ importante ricordare che la capacità di riconoscere, dare un nome e gestire le emozioni non è innata ma si struttura a seguito delle interazioni con le figure di riferimento del bambino.

Tramite le favole i bambini entrano in contatto empatico con le emozioni provate dai personaggi e, per analogia con le proprie. Per mezzo dell’immedesimazione il bambino vive le avventure narrate quasi come se quell’esperienza la stesse facendo lui.

Tramite la presenza rassicurante dell’adulto il bambino impara inoltre a bonificare le emozioni negative, la frustrazione e le difficoltà. Tale competenza appresa indirettamente tramite le favole, sarà poi messa in pratica nella vita quotidiana.

3 _ Le fiabe facilitano lo sviluppo cognitivo

È evidente che il bambino al quale vengono frequentemente lette o raccontate storie, trovandosi assiduamente in contatto con il linguaggio parlato e scritto, ne acquisisca maggiore familiarità, e sviluppi più precocemente la capacità di comprendere e produrre frasi articolate.  

Attraverso la lettura del libro, inoltre, i piccoli lettori hanno la possibilità di apprendere i rapporti spazio-temporali, il senso delle proporzioni, di sviluppare la memoria e la capacità di attenzione e di concentrazione.

4_ Le favole contribuiscono allo sviluppo morale

Le fiabe rappresentano un veicolo della trasmissione di valori positivi (onestà, sincerità, generosità, coraggio, solidarietà …) e permettono di sanzionare i disvalori (ingordigia, invidia, inganno, superbia).

Il bambino, nell’ascolto di storie, impara a distinguere le azioni buone da quelle cattive. Tali insegnamenti forniti dai racconti rappresentano una bussola che permette al bambino di guidare la propria condotta e le proprie scelte future e di valutare gli accadimenti della vita.

L’adulto, tramite la lettura condivisa ha pertanto l’occasione fondamentale di porre le basi dello sviluppo morale del proprio bambino trasmettendo il proprio sistema di valori e le regole di condotta alle quali dovrà attenersi.

5_ Le favole trasmettono fiducia in sé stessi e speranza.

L’identificazione, permette inoltre al bambino di sperimentare una condizione di fiducia e speranza: come accade a lui, anche il personaggio della storia narrata vive difficoltà spesso analoghe, per le quali, nonostante gli ostacoli e le peripezie incontrate nel suo cammino, sarà in grado di trovare una soluzione. Tramite le favole è possibile pertanto sperimentare l’assunto per cui esiste sempre una soluzione ai problemi.  

Celebre e esemplificativa è la citazione dello scrittore G.K. Chesterton: “Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”.

Perché i bambini chiedono di leggere sempre la stessa favola?

Capita spesso che i nostri bambini ci richiedano ogni sera lo stesso rituale, stesso libro, stessa fiaba, stesse parole.

Dietro a questa richiesta si nasconde il fatto che quando nostro figlio sceglie una fiaba in particolare significa che quella storia ha il potere di coinvolgerlo emotivamente e che, per qualche motivo, descrive le sue emozioni. Questo mette in luce il ruolo chiave svolto dalle fiabe che permettono di entrare nel mondo a volte un po’ offuscato dei nostri piccoli, nel groviglio delle loro emozioni ancora indefinite che ancora non sanno esprimere. Fondamentale è per noi adulti saperle riconoscere e coltivare nel modo corretto.