Archivi del mese :

Dicembre 2019

“LEGGI PAPA’ PEFFAVORE ” LA LETTURA AD ALTA VOCE IN FAMIGLIA.

“LEGGI PAPA’ PEFFAVORE ” LA LETTURA AD ALTA VOCE IN FAMIGLIA. 640 428 Neogenes

Può sembrare strano parlare di lettura per bimbi che non sanno ancora leggere.

Eppure sono tante le ricerche che ci dicono quanto sia importante la lettura fin da quando i bambini sono piccoli, anzi piccolissimi.

Infatti, come già i neonati ascoltano attentamente e riconoscono la voce della mamma, bambini anche di soli 6 mesi sono attratti dal suono della voce che recita una filastrocca, canticchia una canzone o legge una piccola storia di poche parole, magari in rima. 

La lettura ad alta voce può essere una pratica consolidata in alcune famiglie, qualcosa che i genitori sentono come naturale, magari perché anche loro sono stati abituati da bambini.

Per altri può non essere così implicito che un bambino piccolo possa trarre beneficio da questa attività condivisa, mentre magari gli stessi genitori nutrono tante aspettative e speranze sul fatto che il proprio figlio possa un domani dedicare tempo ai libri e non solo a cellulare, televisione e videogiochi in cui vediamo sempre più impegnati bambini e ragazzi.

Il programma nazionale “Nati per leggere” è stato pensando dall’Associazione Culturale Pediatri, l’Associazione Italiana Biblioteche e il Centro per la Salute del Bambino proprio per la diffusione della lettura ad alta voce tra le “buone pratiche di cura” che favoriscono lo sviluppo del bambino.

Infatti la lettura contribuisce allo sviluppo del cervello, crea l’abitudine all’ascolto aumentando i tempi di attenzione, ha effetti positivi sullo sviluppo linguistico, cognitivo ed emotivo.

È uno strumento importante per rafforzare il legame affettivo tra chi legge e chi ascolta, promuovendo il contatto fisico che è rassicurante per il bambino; contribuisce a aumentare e modulare le interazioni comunicative tra genitori e figli, sostenendo il bambino nella costruzione della sua identità.

“Nei bambini che possono giovarsi di un ambiente familiare dove la pratica della lettura è più precoce, frequente e di qualità, vengono stimolati, e quindi sviluppati, circuiti neurali più robusti a supporto della narrazione (..) È importante promuovere la pratica della lettura condivisa in tutte le famiglie e in particolare  nelle comunità e nei nuclei familiari svantaggiati” (G. Tamburlini, Medico e Bambino, 2015).

Attualmente sono abbastanza diffuse le iniziative di lettura ad alta voce per bambini. Si possono trovare proposte di questo tipo in alcune biblioteche, librerie, nidi o associazioni di promozione sociale che si occupano di maternità e infanzia.

Durante gli incontri normalmente vengono proposti uno o più testi letti ad alta voce da operatori appositamente formati, con l’attenzione a coinvolgere i bambini presenti, attraverso modalità differenti a seconda della loro età.

E a casa?

Ritagliare un po’ di tempo per leggere insieme è importante per il bambino e può essere anche gratificante per l’adulto. Un tempo speciale dove vicinanza e condivisione sono finalmente possibili, magari dopo giornate passate lontani. Si può scegliere il momento prima di andare a dormire o un momento in cui osserviamo la necessità del bambino di rilassarsi dopo tanti giochi ad alta intensità. O ancora è possibile sfruttare i tempi “vuoti” dove bisogna stare in attesa, in macchina o dal medico, che possono essere difficili per i bambini da gestire.

Sperimentando quotidianamente scopriremo cosa preferisce il nostro bambino, quanto è in grado ora di prestare attenzione e che tipo di libretto cattura di più il suo interesse. Sarà così possibile cogliere l’occasione della lettura come momento privilegiato di contatto, coccola e comunicazione con il nostro bambino, un importante momento in più per conoscerlo e per riscoprire la bellezza dello stare insieme.

I nostri bambini sono qui, sono piccoli ora e non lo saranno per sempre.

Mi sono voltata sentendo la frase “Leggi papà peffavore” e ho visto un “piccolo” che inseguiva, libro in mano, un “grande” a lui molto noto. Non possiamo sprecare questa occasione per tornare un po’ tutti piccoli insieme.

Scopri i servizi di Neogenes!
https://www.neogenes.it/come-funziona/

I QUATTRO STADI DEI CAPRICCI

I QUATTRO STADI DEI CAPRICCI 500 334 Neogenes

Abbiamo provato in un gioco ironico, tra il serio e il faceto a catalogare i capricci dei nostri bambini che toccano l’apice durante la fase dei Terrible Two. Abbiamo addirittura inventato degli stadi e una lotta abitata da personaggi mitici che vanno dalla Montessori a mia nonna.

Tutto inizia con una piccola innocente legittima richiesta della mamma, a cui il piccolo risponde con un categorico “no.”. Cosa volete che sia un “no” di fronte all’immensità della vita? Ve lo dico io cos’è, è il preludio dei malefici CAPRICCI.

I STADIO

Non mi scompongo, ho Maria Montessori su una spalla, Leo Buscaglia sull’altra. Articoli su articoli su come affrontare i capricci che mi girano nella testa. Riprovo gentilmente, ma con fermezza. Ricevo un’altro no, questa volta più lungo con gracchio finale trascinato.

II STADIO

Buscaglia mi ricorda che è solo un tentativo del bambino di affermare la propria personalità, tramite l’opposizione alla personalità della madre. Ok provo a distrarlo. “Dai amore su, che dopo se fai il bravo andiamo al parco e scegli tu tutti i giochi che vuoi portarti, eh?” “Nooo, no vojooo” con un movimento di spalla, faccio cascare Leo, mentre la Montessori va a prepararmi un barattolo della calma.

III STADIO

Ora sono sola con il bambino, spero che quei due non mi sentano mentre sentenzio “Guarda non mi fare arrabbiare perché non ti conviene che le becchi eh? Vieni subito qua ho detto!” A questo punto il bimbo ha due opzioni: fermarsi al terzo stadio piagnucolando o affermare ulteriormente la propria personalità addentrandosi nel quarto stadio.

IV STADIO

Parte la sirena, con una voce stridula che il gessetto sulla lavagna in confronto è la Primavera di Vivaldi, il bimbo ormai ha una personalità grossa quanto una balena e riafferma tutti i suoi “nouahaa”, “novojonovojooouaaah”, “aaaaahaaa” con lacrime e movimenti scomposti. È a quel punto che mentre Maria Montessori sta tornando sorridente con un barattolo della calma e un bastone della pioggia, entra in scena mia nonna che con un sorpasso alla Valentino Rossi mi raggiunge con la cucchiarella di legno in una mano e lo zoccolo del dottor Scholl nell’altra. Sto per scatenare tutta la mia di personalità, quando Buscaglia si rialza in tempo per ricordarmi che è il mio bambino e che solo l’amore può risolvere tutto. “Va bene dai, vieni qui che ti spiego e facciamo la pace e poi però fai come ti ho detto, ok?”. “Ocheii” mi dice tirando su col nasino e la faccia imbronciata.

Ciao nonna, grazie comunque, ci vediamo alla prossima.

Di Mamma senza Patente

Scopri i servizi di Neogenes!
https://www.neogenes.it/come-funziona/

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza di navigazione possibile. Cliccando su accetto ci autorizzi ad utilizzarli. Per saperne di più sulla nostra politica sui cookie clicca qui

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi