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Novembre 2019

INFLUENZA: CERCHIAMO DI EVITARE CHE I NOSTRI BAMBINI SI AMMALINO.

INFLUENZA: CERCHIAMO DI EVITARE CHE I NOSTRI BAMBINI SI AMMALINO. 743 802 Neogenes

L’influenza è una patologia molto comune in questo periodo causata dall’ingresso nel nostro organismo da un virus, è una malattia infettiva acuta e purtroppo contagiosa che tende però a risolversi spontaneamente in 5-7 giorni.

Esistono vari tipi di influenza: gastro-enterica, delle vie respiratorie, febbrile ecc ma in questo articolo mi limiterò a darvi alcuni consigli per cercare il più possibile di prevenirla.

LO SAPEVI CHE…

Il freddo di per sé non è il responsabile dell’influenza ma ci costringe a stare al caldo spesso a contatto con molte persone aumentando le occasioni di condivisione di virus e batteri.

Nessuno è immune dall’influenza ma perché i bambini sembrano essere i maggiori untori?

Questo accade per diversi motivi: innanzitutto il loro sistema immunitario è in fase di “costruzione” quindi non possiedono ancora tutti gli anticorpi necessari per la loro protezione, le abitudini igieniche sono molto diverse dalle nostre e soprattutto stanno molte ore a contatto in luoghi chiusi e affollati.

COME INNALZARE LE DIFESE IMMUNITARIE

Possiamo aiutare i nostri bambini ad avere la protezione giusta per affrontare l’inverno con prodotti e buone abitudini.

IMMUNOSELF bustine

https://www.hnbceutical.com/prodotto/integratore-sistema-immunitario-immunoself/

Integratore alimentare utile a rafforzare il sistema immunitario.

Contiene colostro (molto nutriente e importante per aumentare le difese immunologiche del bambino poiché fornisce le immunoglobuline A, importanti fattori di protezione), acido folico, vitamina C, echinacea

Ottimo anche per i bambini a partire da 1 anno

Assumere 1 bustina al giorno

IMMUNO-B

https://www.erbavita.com/prodotto/immuno-b/

Integratore alimentare in formato fluido a base di estratti vegetali: la presenza di Echinacea favorisce le naturali difese dell’organismo; Zinco, Rame e Vitamina C da Rosa canina coadiuvano le normali funzioni del sistema immunitario.

Si consiglia di assumere da 3 a 5 ml di prodotto fino a tre volte al giorno.

DIFENSIL IMMUNO

https://www.humana.it/it/prodotti/linee/integratori/linea-difese/difensil-immuno

Difensil® Immuno è un integratore alimentare a base di Sambuco, Vitamine C, D, E, Zinco e arabinogalattani da Larice.

La Vitamina D e lo Zinco contribuiscono alla normale funzione del sistema immunitario. Il succo di Sambuco contribuisce alla fluidità delle secrezioni bronchiali e supporta la funzionalità delle prime vie respiratorie. Le Vitamine C ed E contribuiscono alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Inoltre contiene fermenti lattici (Lactobacillus acidophilus) per potenziare le difese immunitarie a livello intestinale.

Somministrare 10 ml al giorno. Agitate bene il flacone prima dell’uso e somministrate lo sciroppo preferibilmente lontano dai pasti.

OSCILLOCOCCINUM

https://www.boiron.it

1 dose contiene 1 g di globuli di Anas Barbariae, Hepatis e Cordis extractum 200 K.

Oscillococcinum può essere utilizzato in caso di trattamento preventivo dell’influenza, stato influenzale incipiente e stato influenzale conclamato.

1 dose di globuli alla settimana durante il periodo di rischio d’influenza.

OMEOGRIPHI

https://guna.com/it/catalogo/prodotti/

Questo prodotto rientra tra i medicinali omeopatici, grazie ai suoi principi attivi è ottimo per la prevenzione e cura della sindrome influenzale e da raffreddamento.

Contiene Aconitum napellus 5CH; belladonna 5CH; echinacea 3CH; vincetoxicum 5CH; anas barbariaehepatis et cordis extractum (autolisato di cuore e fegato) 200K; cuprum 3CH; influencinum9CH; saccarosio.

1 dose alla settimana per 6 settimane.

VITAMINA C

Grazie ai suoi forti poteri antiossidanti, la vitamina C innalza le barriere del sistema immunitario.

Il consiglio migliore che posso darvi è di farla assumere tramite alimenti freschi o spremute d’arancia. Capisco però che il gusto acidulo di questi frutti non sempre è gradito a bambini, soprattutto ai più piccoli. In questo caso potete acquistare la vitamina c in farmacia sottoforma di gocce insapori (es. Cebion gocce).

Lattanti 0-1 anno: 6 gocce al dì

Bambini 1-3 anni: 7 gocce al dì

Bambini 4-6 anni: 8 gocce al dì

ECHINAID

L’utilizzo regolare di echinacea, a partire dall’inizio dell’autunno permette di prevenire ma anche di curare le malattie a carico dell’apparato respiratorio.

Per prevenire l’influenza l’ideale è eseguire cicli di 3 settimane di trattamento anche per 2 o 3 mesi e poi una settimana di pausa per evitare che l’organismo si “abitui” alla sostanza.

Formulazione priva di alcool quindi adatta anche ai più piccoli. Si consiglia l’assunzione di 15-20 gocce 1-3 volte al giorno, pure o diluite in acqua.

Esiste anche la formulazione in caramelle gommose al gusto di ciliegia adatta a bambini di età superiore ai 3 anni a causa della dimensione delle caramelle.

Assumere 2-4 caramelle nell’arco della giornata da sciogliere in bocca.

I CONSIGLI DEL FARMACISTA

Avere un intestino protetto ci rende meno aggredibili da parte dei virus, provate allora a dare al vostro bambino dei fermenti lattici, ne esistono in svariate forme farmaceutiche adatte a tutte le età: gocce per i più piccoli, insapori per poterle “nascondere” nelle bevande che più gli piacciono, bustine o flaconcini dal sapore gradevole per i più grandi.

Mantenere il nasino il più pervio possibile: la presenza di muco eccessivo facilità l’accumulo di virus nelle fosse nasali. È buona abitudine fare quotidianamente dei lavaggi nasali con soluzione fisiologica da spruzzare direttamente nel naso.

Utilizzate umidificatori soprattutto nella cameretta: l’aria secca non solo indebolisce la mucosa nasale ma rende anche più semplice la diffusione dei virus nell’aria.

Detergere le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone.

Coprire naso e bocca con un fazzoletto (possibilmente di carta) quando si tossisce e starnutisce e gettare immediatamente il fazzoletto usato nella spazzatura.

Areare il più possibile le stanze per favorire il ricambio di aria.

I miei articoli contengono informazioni e consigli di carattere sanitario volti a fare fronte ai problemi della quotidianità ma non sostituiscono in alcun modo la diagnosi o l’intervento del medico.

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PAPPE FATTE IN CASA O INDUSTRIALI? COSA EVITARE?

PAPPE FATTE IN CASA O INDUSTRIALI? COSA EVITARE? 150 150 Neogenes

Buona giornata a tutti voi,

E ben ritrovati!

Ci siamo lasciati nella scorsa rubrica parlando delle prime pappe. Oggi, come promesso, cercheremo di capire se prediligere alimenti fatti in casa oppure industriali e quali alimenti è bene evitare, soprattutto nel primo anno di vita delle vostre bambine e dei vostri bambini.

Diciamo subito che gli alimenti per l’infanzia di produzione industriale non offrono vantaggi nutrizionali rispetto ai cibi preparati in casa. Le industrie mettono a disposizione delle famiglie una varietà pressoché infinita di prodotti alimentari per l’infanzia. Numerosi prodotti, tuttavia, differiscono da quelli di un’altra marca solo nel nome e nel prezzo, ma non nella composizione. Talvolta è necessario farvi ricorso, quando c’è un bisogno specifico, per esempio quando c’è una carenza nutrizionale, quando è necessario ricorrere ad un’integrazione o all’uso di alimenti fortificati. Rispetto agli equivalenti per adulti, gli alimenti industriali per lattanti e per la prima infanzia sono sottoposti ad una normativa più rigorosa in termini di sicurezza.

Una delle possibili controindicazioni all’uso di alimenti industriali è legata al fatto che questi possono ritardare l’accettazione della dieta familiare. Ricordiamo che i bambini preferiscono i cibi di cui conoscono già i sapori, che sono poi quelli della dieta della mamma, che hanno già avuto modo di conoscere prima della nascita attraverso il liquido amniotico e dopo la nascita attraverso il latte materno (questo è valido per i bambini che vengono allattati al seno).

Colgo l’occasione per sottolineare come la famiglia sia l’esempio alimentare di riferimento per i vostri bambini: è importante rendere i pasti un’occasione di convivialità ed un momento per educare al gusto ed ad una dieta sana tutti i suoi componenti. L’introduzione di alimenti nuovi per le vostre bambine e i vostri bambini può essere un’occasione per tutta la famiglia di adottare un’alimentazione corretta e sana; il professionista, in questo delicato momento, può essere di aiuto per incoraggiare tutta la famiglia ad adottare una dieta varia ed equilibrata. Cercate di introdurre la più ampia varietà di cibi, questo migliora l’appetito, accresce l’accettabilità di sapori differenti, aumenta la probabilità di esporre il bambino all’assunzione di nutrienti diversi.

C’è qualche alimento o qualche ingrediente in cucina a cui prestare attenzione?

Ebbene sì, care mamme e cari papà, vorrei sensibilizzarvi proprio su alcune criticità per la salute a cui dovrete porre un’attenzione particolare: il sale da cucina, lo zucchero da tavola e i grassi di qualità scadente.

La presenza nella dieta di questi ultimi dovrebbe essere ancor più limitata durante la prima infanzia, può essere ridotta scegliendo delle materie prime di elevata qualità e freschezza, usando modalità di cottura semplici e rapide che, insieme all’impiego di erbe aromatiche (quali ad esempio basilico, timo, coriandolo, finocchietto, maggiorana e salvia) e/o piccole quantità di ortaggi, possono contribuire ad esaltare il sapore degli alimenti preservandone il contenuto nutrizionale.

Un discorso particolare va fatto per il sale: aggiungere sale all’alimentazione della prima infanzia non è raccomandabile nella preparazione delle pappe e in generale per l’alimentazione dell’infanzia. Questa raccomandazione è in realtà un beneficio per tutta la famiglia. Il suo apporto dovrebbe essere ridotto a tutte le età, ma soprattutto nel primo anno di vita, sia perché i sistemi metabolici, quello renale innanzitutto, non sono ancora maturi, sia perché questo è il periodo nel quale si pongono le basi per le abitudini alimentari di tutta la vita. I cibi molto salati, come i sottaceti, le carni salate, i dadi e le zuppe in polvere, devono essere evitati. Se si usano sale, cibi salati e spezie per il resto della famiglia, una porzione di cibo dev’essere messa da parte per il bambino prima dell’aggiunta di sale.

Non esistono prove convincenti per posticipare o evitare l’introduzione dei più comuni alimenti allergenici; ciò si applica sia ai bambini considerati ad alto rischio di allergie sia a quelli non considerati a rischio. Se non vi sono alimenti controindicati in assoluto per tutti, con l’eccezione dell’alcol, alcune considerazioni sono necessarie per il consumo di miele, di tè, di latte vaccino ed infine di glutine:

•            Miele,  è bene evitarne l’uso nei lattanti, perché può contenere spore di Clostridium botulinum e dato che lo stomaco e l’intestino dei lattanti non contengono acidi in misura sufficiente a distruggere queste spore.

•            , che contiene tannino ed altre sostanze che legano il ferro ed altri minerali riducendone la biodisponibilità. Prodotti come la camomilla ed il tè verde hanno gli stessi effetti avversi del tè sull’assorbimento del ferro. Inoltre, tutti questi prodotti per lattanti in commercio hanno zucchero aggiunto.

•            il Latte vaccino è sconsigliato fino ai 12 mesi, per il rischio di anemia da carenza di ferro e per l’eccesso di apporto proteico. Rispetto al latte materno, il latte di mucca contiene infatti il triplo delle proteine mentre il ferro che fornisce è meno biodisponibile, cioè meno assorbibile dall’organismo.

Un discorso a parte merita il Glutine: l’introduzione degli alimenti contenenti glutine (frumento, orzo, segale, avena, farro, kamut) va fatta con attenzione. É bene evitare sia quella precoce (< 4 mesi) sia quella tardiva (>= 7 mesi), per ridurre il rischio di intolleranze nei bambini predisposti.  É bene inoltre, per la stessa ragione, introdurli quando il bambino è ancora allattato al seno.

Infine, durante le prime pappe, sarebbe buona cosa non esagerare con l’offerta di cibi salati e ad alto contenuto proteico, per esempio evitate l’aggiunta del cucchiaino di parmigiano/grana padana alle pappe, le rendono solo più salate e pesanti.

Io vi ringrazio e spero di aver contribuito a fornire alcune informazioni utili al vostro viaggio verso il fantastico mondo delle pappe, vi aspetto alla prossima puntata!

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I CAPRICCI

I CAPRICCI 545 480 Neogenes

I capricci rappresentano una componente normale dello sviluppo dei nostri figli.

Tuttavia possono mettere a dura prova la pazienza dei genitori poiché, a volte, è davvero difficile gestire i pianti, le urla e i “no” dei nostri piccoli.

I capricci si manifestano a partire dai 2-3 anni poiché in questi momenti dello sviluppo il bambino avverte l’esigenza di una maggiore indipendenza e il bisogno di affermarla.

Sebbene i comportamenti oppositivi dei bambini rappresentano una naturale provocazione e un bisogno di verificare la solidità delle regole dettate dagli adulti, è importante comprendere come i capricci possono essere contenuti fissando dei limiti e delle regole chiare.

Esistono inoltre delle differenze tra bambino e bambino determinate dal temperamento e dall’eredità genetica trasmessa dai genitori. Non è infrequente infatti che i bambini particolarmente cocciuti e determinati hanno genitori con una personalità simile.

Ciò che caratterizza i capricci di tutti i bambini è l’insistenza delle loro richieste e le sceneggiate più o meno plateali che alla fine porta l’adulto a sentirsi “sfiancato”.

Consigli su cosa fare o non fare:

1 Domandarsi se la quotidianità dei nostri figli è adatta

Se da un lato i capricci rappresentano una fase evolutiva normale, dall’altro è importante domandarsi se la routine quotidiana dei nostri bambini è adatta al loro, ossia se è fatta di movimento, di giochi con i coetanei e di accudimento da parte dell’adulto. Una giornata di impegni troppo stressanti o, al contrario, trascorsa immobile davanti alla tv può innescare comportamenti capricciosi.

2 Non minacciate i vostri bimbi!

Evitare minacce di chiuderlo nella propria stanza, di non volergli più bene o di andare via di casa: un tale atteggiamento infatti contribuisce solamente a spaventare o umiliare vostro figlio e non a evitare i capricci.

3 Non fate paragoni con fratelli o amichetti

I paragoni mettono in crisi la sicurezza e l’autostima del vostro bambino

4 Non alzare le mani e non urlare

Alzare le mani non è mai un metodo educativo adeguato. Comunica al bambino che è possibile ottenere ciò che si vuole tramite la violenza e rappresenta solamente un mezzo di sfogo della rabbia momentanea del genitore. Al contrario, lo sguardo e il tono deciso della voce esprimono fermezza e insindacabilità delle regole.

5 Fornire rinforzi positivi

E’ importante premiare i comportamenti adeguati e congratularsi quando i nostri figli si comportano bene.

E’ possibile, ad esempio, ideare un tabellone a punti in cui viene annotato ogni comportamento adeguato messo in atto dal bambino.  Il raggiungimento di un certo punteggio determina una ricompensa finale con un premio.

6 Stabilire le regole adeguate all’età

Le regole sono fondamentali poiché danno sicurezza, stabiliscono confini e pongono limiti purchè siano coerenti con l’età e non troppo restrittive.

7 Allentare la tensione

Se il vostro bambino è molto agitato è possibile tentare di sbollentare la tensione e la rabbia invitandolo a stare un po’ per conto suo e a tornare da mamma e papà quando sarà più calmo.

8 Evitate di etichettare vostro figlio

E’ fondamentale evitare etichette del tipo “sei sempre il solito sciocco” criticando il comportamento sbagliato e non esprimendo giudizi sulla persona che creano senso di umiliazione e svalutazione.

9 E se mi scappa uno schiaffo?

Come accennato, gli schiaffi vanno evitati perché sono segno di un fallimento educativo e di debolezza da parte del genitore che non ha saputo trovare un mezzo più adeguato per gestire la propria rabbia di fronte ai capricci sfiancanti del proprio bimbo.

Rappresenta inoltre un gesto prepotente che ci fa perdere autorevolezza agli occhi di nostro figlio che si sente umiliato e intimorito.

Di fronte ad un tale episodio è importante ripristinare il dialogo spiegando al nostro bambino che quel suo comportamento ci ha fatto perdere la pazienza, che i grandi non sono esenti da difetti e debolezze e che non accadrà di nuovo.

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FARO’ L’ESPLORATORE!

FARO’ L’ESPLORATORE! 640 512 Neogenes

Gioco e sviluppo a 6 mesi

I bambini apprendono tantissime cose in breve tempo e mutano velocemente la modalità di interagire con l’ambiente che li circonda e con chi si prende cura di loro, per questo motivo non è sempre facile accompagnare la loro crescita, comprendere le loro comunicazioni, favorire la sperimentazione e l’autonomia offrendo allo stesso tempo la sicurezza affettiva di cui hanno bisogno.

Intorno ai 6 mesi di vita i bambini sono non solo sempre più curiosi di quello che li circonda, interessati a luci, rumori, oggetti e al condividere attenzioni con la mamma ma si sentono anche sempre più capaci di agire sulla realtà in modo attivo, da protagonisti. Fanno capire che desiderano scegliere la postura con cui sono più comodi, aumentano le capacità motorie e qualcuno inizia già a stare seduto o a muoversi nello spazio per esplorare.

Dedicare tempo e creare uno spazio “a misura di bambino”, credo sia importante per favorire le sperimentazioni dei piccoli in sicurezza e scoprire un modo sempre nuovo di stare in relazione, dove il gioco è il terreno su cui costruire la relazione stessa.

Le abilità di gioco emergenti sono infatti da valorizzare come modo che il bambino ha a disposizione per esprimersi, comunicare qualcosa di sè e fare le prime esperienze del mondo che lo circonda. È il gioco che allo stesso tempo gli permette di fare scoperte e affinare le competenze che è pronto a mostrare.

È importante quindi sostenere il bambino nelle sue sperimentazioni in un ambiente sicuro dal punto di vista fisico e affettivo, accompagnando soprattutto il gioco spontaneo con la nostra vicinanza, per aiutarlo a giungere a una maggiore consapevolezza di sé stesso e del mondo.

Accompagnare implica lasciare spazio al crescente desiderio dei bambini di fare da soli, senza sostituirsi a loro ma osservando le loro azioni giocose con sguardo attento e commentando con la nostra voce, tenendo sempre presente di riconoscere e valorizzare quelle che sono peculiarità e caratteristiche individuali che distinguono ogni bambino da un altro.

Possiamo scegliere giochi e materiali diversi tra loro per arricchire le possibilità di esplorazione, in bianco e nero, colorati, di legno, di stoffa, che fanno rumore, da raccogliere in un cesto con il bordo basso o da lasciare sul tappeto vicino al bambino, due o tre per volta. I bambini infatti non sono in grado di scegliere tra tanti stimoli che risultano quasi fastidiosi. Questa attività esplorativa per loro è estremamente intensa e possono avere bisogno anche di qualche momento di pausa dove ritrovare una coccola della mamma prima di rimettersi all’opera.

Possiamo parlare ai bambini, raccontargli cosa abbiamo intorno, spiegargli le routine della giornata. Ci stupirà la capacità di ascolto che già mostrano e il fare attenzione alla comunicazione e a come utilizzare le parole diventerà per noi adulti una buona abitudine che aiuterà il bambino nello sviluppo del linguaggio e nella capacità di regolazione emotiva anche quando sarà più grande. Incredibile cosa possono fare una mamma e un papà per il loro bambino “solo” parlando e giocando!

Qualche bambino a questa età inizia la frequenza del nido, il cui inserimento sarà un passaggio delicato da affrontare con cura poiché sono ancora molto piccoli e solo apparentemente meno consapevoli. Per i bambini che non frequentano il nido, e per le mamme, i papà o gli adulti che si occupano di loro, può essere molto piacevole frequentare “spazi gioco” o “spazi allattamento”, dove incontrare altri bambini e altre mamme e poter trovare occasioni di sperimentazione e di gioco nonché conforto e sostegno attraverso la condivisione di esperienze.

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CARI PAPA’ VI ABBIAMO MENTITO

CARI PAPA’ VI ABBIAMO MENTITO 255 188 Neogenes

Cari papà, a scrivervi è una mamma. Vi parlo a cuore aperto per ammettere le nostre colpe. Vi abbiamo mentito.

Ebbene sì, vi abbiamo mentito, per anni, per secoli.. non prendetevela, non lo sapevamo nemmeno noi.

È che ci hanno sempre raccontato che gli uomini sono meno bravi delle donne ad occuparsi dei bambini.

Siamo cresciute con l’idea che i padri fossero buoni per giocare, per dare sicurezza, saggi consigli e rimproveri costruttivi, che tutta la parte della cura invece fosse affare delle madri. Non tanto per ruolo, ma per capacità! E per noi questa convinzione è stata godimento e frustrazione allo stesso tempo..

Un pochino ci piace credere che nella cura dei piccoli siate degli imbranati, che noi lo faremmo sicuramente meglio. Allo stesso tempo però, il peso è grande sulle spalle, si fa sentire. Soprattutto alla sera, quando sarebbe il momento di dedicarsi alla coppia, ma la stanchezza è troppa anche per sistemarsi i capelli.

“Ma noi siamo imbranati davvero!”, vi verrebbe da rispondere ridendoci su.. ma non è così. È solo che non ci avete ancora messo le mani come se fosse davvero affare vostro, come se sapeste che se non ve ne occupate voi non lo farà nessuno.

Solo allora vi accorgereste di quanto siete capaci, e preziosi, e accurati, e diversi da noi madri, e meravigliosi.

È tempo di prenderne consapevolezza papà, è tempo di andarvi a prendere qualcosa che vi è stato tolto per troppo tempo, e che continuano a togliervi continuamente… con un congedo di pochi giorni quando nasce vostro figlio, con centinaia di video che vi disegnano come dei rincoglioniti, con retoriche stupide sul fatto che per le mogli siete quasi un secondo figlio da curare..

Ma la verità è strana, è come uno spartiacque, una volta saputa non si torna indietro, si diffonde a macchia d’olio e ben presto costringe le regole ad adattarsi alla nuova realtà.

Abbiate il coraggio di farla questa scelta, scegliete di fare parte di questa nuova generazione di supereroi.

Io vi prometto che vi porterà più fatica e più gioia, più appagamento e più pensieri, più sorrisi dei vostri figli e più sguardi innamorati della vostra compagna.

Perché come è vero che “la mamma è sempre la mamma”, che sia vero, e che si pronunci con orgoglio che “IL PAPÀ È SEMPRE IL PAPÀ”.

Di Mamma senza Patente

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