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Maggio 2019

SE GENITORE VUOI DIVENTARE, BENE DEVI MANGIARE.

SE GENITORE VUOI DIVENTARE, BENE DEVI MANGIARE. 960 577 Neogenes

Buona giornata a tutti voi,

Ben ritrovati!

Come vi avevo promesso, oggi iniziamo il viaggio verso la sana alimentazione dagli 0 a 3 anni.

E come ricorderete, nel capitolo introduttivo vi ho parlato dell’importanza dei primi mille giorni della vita di un neonato.

Ebbene, oggi, vorrei portare la vostra attenzione proprio sul primo passo che un futuro genitore muove verso la magica esperienza della gravidanza…il periodo pre-concezionale.

Come vi dicevo non è abituale rivolgersi ad uno specialista per un counseling pre-gravidico, ma è davvero importante vivere al meglio questo tempo, prezioso per molte ragioni che vedremo insieme.

Non è sempre possibile programmare una gravidanza, infatti molte donne scoprono di aspettare un bambino soltanto alla sesta settimana di gestazione, calcolata dal primo giorno della mestruazione, quando l’embrione ha già 2 o 3 settimane di sviluppo. Spesso è in questa fase che avviene la prima visita ginecologica e/o ostetrica, quindi è da qui che vengono elargiti i consigli sul benessere della futura mamma.

Programmare una gravidanza, quando è possibile farlo, è il primo atto di responsabilità verso se stessi e soprattutto verso il nascituro: permette di pensare in modo consapevole a tutte quelle misure che possono contribuire a rendere più sano lo stile di vita e migliorare i livelli di salute della donna che si preparerà ad accogliere una nuova vita, ma anche di tutti coloro che la accompagnano, infatti, benché le raccomandazioni vengano abitualmente fornite alla futura mamma, queste valgono anche per tutte le persone che le staranno vicino durante i nove mesi di gestazione e anche dopo la nascita del bambino.

L’importanza del periodo pre-concezionale è riconosciuta e testimoniata dall’intera Società Scientifica.

Vediamo insieme le principali raccomandazioni che dovremmo seguire.

Teniamo presenti almeno 3 regole fondamentali, tutto il resto verrà da sé.

Regola numero 1:

Smettere di fumare e di bere alcolici è la prima vera azione concreta che dovrebbe compiere una futura mamma. Forse un piccolo sacrificio, ma basti approfondire gli effetti che il fumo o l’alcool provocano sul feto per compiere una scelta molto importante.

Regola numero 2:

Seguire la dieta mediterranea e fare attenzione al peso corporeo.

Se partiamo già con qualche chilo di troppo o troppo poco, è importante prestare attenzione all’alimentazione per tornare ad un peso ottimale.

Diffidate da chi vi dice che dovrete mangiare per due!! E’ l’esatto contrario.

Per scoprire cosa è meglio mangiare, basta seguire i principi della dieta mediterranea.

La Dieta Mediterranea è la DIETA per eccellenza. “Dieta” dal greco significa “stile di vita”, infatti la dieta mediterranea racchiude in sé una serie di indicazioni per stare bene. L’UNESCO nel 2010 l’ha dichiarata “patrimonio immateriale dell’umanità”.

In breve possiamo definirla una dieta ricca dei prodotti della nostra Terra, la penisola Italiana, bagnata per la gran parte dalle acque del mar Mediterraneo. I principi su cui si basa la Dieta Mediterranea sono questi:

  • consumare sempre una dose abbondante di verdura a pranzo e a cena;
  • non farsi mancare la frutta e i cereali integrali come il pane, la pasta, il riso, il farro, l’orzo, la segale, l’avena. Varia tra loro i vari cereali;
  • consumare spesso i legumi come fonti di proteine vegetali alternandoli al pesce, ricco di omega 3 come il salmone, il pesce azzurro;
  • moderare il consumo delle proteine animali, come la carne, le uova e i formaggi.

Regola numero 3:

Assumere regolarmente Acido Folico

L’assunzione di acido folico per tutto il periodo della gravidanza è confermata da numerose evidenze scientifiche. Questo perché le carenze di acido folico sono correlate ad un aumento del rischio di malformazioni congenite molto gravi dovute ad un anomalo sviluppo del tubo neurale quali l’anencefalia o la spina bifida.

Come potete leggere dalle raccomandazioni ministeriali

 “l’assunzione di acido folico prima del concepimento riduce fino al 70% il rischio che il feto sviluppi un difetto del tubo neurale. Tuttavia, spesso, la donna nel primo mese di gestazione non sa di essere in tale stato e purtroppo, nel momento in cui ha il sospetto o la conferma di una gravidanza in corso, molte strutture embrionali, in particolare il tubo neurale, hanno concluso il loro sviluppo.

Pertanto, al fine di una efficace prevenzione è fondamentale che la donna inizi ad assumere 0,4 mg al giorno di acido folico dal momento in cui sta pianificando la gravidanza.

Secondo la “Raccomandazione ufficiale per la prevenzione dei difetti congeniti” occorre intervenire almeno 1 mese prima del concepimento e per tutto il periodo in cui si sta cercando la gravidanza fino al 3° mese di gestazione.

Per donne a rischio (con precedenti gravidanze con difetti del tubo neurale o aborti ripetuti, affette da diabete, celiachia o altre patologie da malassorbimento o che assumono farmaci antiepilettici o antagonisti dell’acido folico), si raccomanda l’assunzione di un dosaggio più alto, pari a 4-5 mg al giorno.”

Ma vediamo cos’è l’acido folico:

L’acido folico e i folati sono vitamine del gruppo B. Sono comunemente chiamati “Vitamina B9”. Erroneamente sono usati come sinonimi.

Il termine “folato” si riferisce alla vitamina nella sua forma naturale presente in diverse tipologie di frutta e verdura, soprattutto nella verdura a foglia verde.

“L’acido folico” detto anche acido monopteroilglutammico o pteroilmonoglutammico è la forma ossidata della vitamina, non esiste naturalmente in natura e fa riferimento ad una molecola di sintesi che può essere presente sia nei formulati vitaminici, sia negli alimenti fortificati.

L’acido folico viene assorbito dall’intestino in maniera ottimale senza perdite.

Purtroppo invece non è lo stesso per i folati contenuti negli alimenti: la conservazione errata, la cottura come ad esempio la bollitura delle verdure, l’idrosolubilità dei folati sono solo alcuni esempi che possono causare la perdita pressoché totale dei folati stessi.

Il ricorso ad un integratore diventa quindi importante per una neomamma.

Vi segnalo questi link per approfondire le vostre domande sull’acido folico:

Io vi ringrazio e spero di aver contribuito a fornire alcune informazioni utili al vostro viaggio verso una gravidanza felice! 

TUTTI A TAVOLA

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PIACERE DI CONOSCERVI

Tutti a tavola

Buona giornata a tutte/i,

Vi do il mio più caloroso benvenuto!

Sono felice di avervi qui con me per vivere insieme il nuovo blog “Tutti a tavola” che ci condurrà nel mondo dell’alimentazione della prima infanzia dagli 0 ai 3 anni di età.

Vi prometto che non vi porterò via molto tempo, più o meno 5 minuti di lettura.

Per chi lo vorrà, poi, sarò a disposizione per gli eventuali approfondimenti. Trovate i miei riferimenti in calce e potete contattarmi senza problemi.

Sono convinta che fare educazione alimentare sia la parte più affascinante ed importante del mio lavoro perché quando si acquisisce uno stile di vita corretto non lo si abbandona più, soprattutto se ci fa stare bene.

La corretta alimentazione per me è sinonimo di benessere, non possiamo non pensare ad entrambi. 

Con “Tutti a tavola” spero di potervi essere di supporto e di fornirvi alcuni elementi concreti per compiere delle scelte consapevoli in tema di nutrizione per le vostre piccole e i vostri piccoli, nonché per voi stessi che siete diventati genitori e state costruendo una nuova famiglia.

Forse avrete sentito parlare dell’importanza dei primi mille giorni, si tratta di un periodo molto prezioso nella vita di vostra figlia o vostro figlio: questo periodo inizia dal concepimento fino al compimento del secondo anno d’età. E’ questo il periodo in cui il corpo e la mente si plasmano e crescono, mettendo le fondamenta per quello che sarà l’organismo della futura persona. I comportamenti, l’ambiente che ci circonda, le abitudini e quindi anche le scelte alimentari che vengono adottate nei primi mille giorni avranno un impatto sulla salute dei nostri figli anche dopo anni, è per questo motivo che risulta davvero importante prediligere degli stili di vita quanto più possibile sani e salutari.

E questo è auspicabile non solo nei primi mille giorni di vita di un bambino, ma sarebbe molto bello che ciò avvenisse ancora prima del concepimento, e cioè quando si inizia a pensare di desiderare di diventare genitori. Non è cosa molto comune qui da noi, ma il counseling pre-gravidico ( http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1917&area=saluteBambino&menu=nascita ) dovrebbe aiutare le future neo-mamme e i neo-papà a mettere in conto quelli che sono i principali fattori che influenzano l’esito positivo di una gravidanza, come ad esempio l’età, il peso, lo stile alimentare, con particolare attenzione ai livelli di ferro oltre che l’assunzione dell’ acido folico.

Con questo abbiamo concluso quella che voleva essere una panoramica delle tematiche che tratteremo. Grazie per l’attenzione e con “Tutti a tavola”, Vi aspetto per affrontare la prossima tappa del viaggio verso una sana alimentazione.

Per salutarvi ho scelto una vecchia canzoncina dello Zecchino D’Oro, buon ascolto!

L’AUTRICE: CRISTINA AMIANTI

Biologa Nutrizionista iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi, ho conseguito l’abilitazione alla professione nel 2005 dopo essermi laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Pavia con 110/110 e Lode. Ho conseguito la specializzazione in Biologia Sperimentale Applicata e Scienze Biomediche. Dopo la laurea ho approfondito la mia passione per la scienza dell’alimentazione frequentando il Corso di Perfezionamento in Nutrizione e Benessere dell’Università Statale di Milano. Svolgo la libera professione presso due studi: uno a San Donato Milanese e uno a Milano. Sono consulente aziendale per la promozione di regimi alimentari bilanciati attraverso team building e corsi di formazione in azienda. Tengo laboratori di cucina per bambini, per adulti e per famiglie finalizzati alla promozione dell’educazione alimentare, attraverso l’esperienza. Membro della Commissione Mensa del Comune di San Donato Milanese per la redazione e valutazione dei menù nelle mense scolastiche, avendo ricevuto la certificazione da parte di ATS Città metropolitana di Milano.

Sono convinta che fare educazione alimentare sia la parte più affascinante ed importante del mio lavoro perché quando riesco a trasmettere uno stile di vita corretto, non lo si abbandona più, soprattutto se ci fa stare bene.

COME CRESCERE BAMBINI SICURI

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Cos’è l’autostima e come nasce la fiducia in sé stessi?

Possiamo definire l’autostima come l’insieme dei giudizi valutativi che l’individuo dà di se stesso (Battistelli, 1994).

E’ importante sottolineare come le basi dell’autostima siano poste già durante la prima infanzia. Nello specifico, un ruolo chiave nello sviluppo della fiducia in sé stessi è svolto dalle prime interazioni con le figure genitoriali.

Strettamente connesso all’autostima è il senso di autoefficacia (Bandura, 2000) ossia la fiducia nelle proprie capacità di riuscire a portare a termine qualsiasi obiettivo e di avere successo.

L’autostima si forma nei primi mesi di vita del bambino e cambia la sua manifestazione con il variare dell’età. Nei bambini al di sotto dei due anni, infatti, nasce a partire dalle figure genitoriali che, se in grado di rispondere in maniera amorevole ai bisogni del bambino, permetteranno a quest’ultimo di sviluppare un senso di sé come degno di amore e dell’altro come in grado di fornire protezione e cura.
Dai 2 anni in avanti, l’autostima si concretizza nella sensazione di poter padroneggiare gli oggetti, i movimenti e di essere efficaci.

Perché è importante essere attenti al livello di autostima dei nostri figli?

Il senso di fiducia nelle proprie capacità rappresenta un’arma vincente e uno strumento per il successo e la piena realizzazione di sé.

Secondo lo psicologo e pedagogo francese Bruno Hourst è proprio la mancanza di autostima il maggior freno allo sviluppo e all’espressione delle proprie capacità.

La convinzione di essere all’altezza delle varie situazioni permette di gestire il rapporto con la realtà e di trarre il massimo vantaggio dalle proprie potenzialità e dalle opportunità ambientali.

Le convinzioni di autoefficacia incidono sulle scelte e sui livelli delle prestazioni.

Infatti, bambini che hanno un basso livello di autostima esagerano le difficoltà, esasperano le avversità, predisponendosi al fallimento. Al contrario, i bambini con un livello di autostima elevato, sono in grado di cogliere le difficoltà come sfide e sono in grado si impegnarsi a fondo per portare a termine i propri obiettivi.

Come possiamo crescere bambini sicuri?

Un ruolo chiave nello sviluppo dell’autostima è svolto dai genitori che possono aiutare il proprio bambino a crescere sano e forte non solo nel fisico ma anche nello spirito, ossia consapevole del proprio valore e delle proprie potenzialità.

Gli studi in psicologia si sono concentrati sull’indagare la forte relazione esistente tra gli stili educativi genitoriali e i comportamenti dei figli.

Ciò che è emerso è che lo stile educativo più adeguato è quello autorevole, in opposizione a quello autoritario o troppo permissivo.

I figli di genitori autorevoli mostrano alti livelli di fiducia in sé stessi, sanno autocontrollarsi e hanno spiccate competenze sociali. Tali livelli di autostima nascono dal fatto che i genitori autorevoli pongono ai figli obiettivi elevati ma raggiungibili e assegnano loro delle regole precise spigandone la motivazione. Genitori con questo stile educativo accettano che i bambini possano esprimere il proprio punto di vista, anche se non è detto che debba essere accettato.

Al contrario, uno stile genitoriale troppo permissivo, in cui non vengono fornite direttive, o autoritario, in cui l’adulto impone le proprie regole e esercita il proprio potere senza alcuna possibilità di confronto, provoca effetti negativi sul comportamento dei figli. Quest’ultimi si dimostreranno incapaci di assumersi le responsabilità delle proprie azioni e saranno poco propensi a porsi degli obbiettivi da raggiungere.

Suggerimenti pratici

Saper dire di no

I bambini non sono più felici se vengono sempre accontentati. Ricordiamo che, per quanto sia emotivamente difficile, saper dire di no ai propri figli significa educarli alla presenza dei limiti e ad interrompere l’illusione che “tutto sia possibile”.

Tali limiti rappresentano un “contenitore”, uno spazio chiaro e definito nel quale muoversi in sicurezza.

E’ importante ricordare che un genitore che trasmette delle regole e dei confini permette al proprio figlio di sentirsi al sicuro e che ha un valore. Ciò che è importante è farlo nella maniera corretta e fargli sentire che il genitore è lì, sempre presente e pronto a mettersi in gioco.

Spiegare il perché delle regole

E’ fondamentale che i genitori stabiliscano delle regole chiare. Queste non dovranno essere ritenute corrette e imposte senza dare alcuna spiegazione ma è opportuno lasciare sempre uno spazio per la discussione e per l’espressione delle proprie opinioni da parte del bambino.

Assegnare obiettivi raggiungibili

Un obiettivo troppo elevato porterebbe il bambino a scoraggiarsi e pensare di non essere all’altezza.

Un obiettivo difficile da raggiungere ma, adeguato alla sua età e alle sue competenze, incrementa il senso di efficacia e di fiducia nelle proprie capacità.

Festeggiare i successi

Spesso i genitori tendono a rimarcare più spesso le sconfitte rispetto alle buone riuscite perché è tendenza comune pesare che il successo è “normale” mentre l’errore è “anormale”.

Inoltre, mentre la modestia è considerata una dote, il vantarsi è visto come qualcosa di negativo. E’ importante invece festeggiare e ricordare i successi in quanto aiuta a crescere e a consolidare la fiducia in sé stessi.

Criticare i comportamenti ma non il bambino

Quando i bambini sbagliano o infrangono una regola è importante far notare loro l’errore commesso senza esprimere giudizi relativi al loro valore o alla loro persona.

Assegnare premi e punizioni

E’ importante che le regole siano condivise e comprese in maniera chiara con i propri figli.

I premi rappresentano un incentivo a ripetere il comportamento apprezzato dai genitori, le punizioni rappresentano un rinforzo negativo affinchè il bambino eviti di infrangere nuovamente una regola.

I premi e le punizioni sono uno strumento importante poiché insegnano ai nostri figli le conseguenze delle proprie azioni, positive o negative che siano, e li preparano al rispetto delle regole che sono alla base della realtà sociale.

Non essere iperprotettivi

Proteggere eccessivamente i nostri figli con frasi del tipo “stai attento che ti fai male!”o comunicando le nostre paure con i nostri comportamenti genera bambini insicuri.

Al contrario, lasciare che i bambini facciano esperienza e si confrontino con i pericoli provando a superarli da solo, fa sì che acquisiscano sicurezza e fiducia delle proprie capacità.

Fargli coltivare i suoi talenti

Ricordiamo che la scuola è importante ma i voti non rappresentano un metro di misura del loro valore e delle loro capacità. L’esempio più celebre è rappresentato da Einstein che fu giudicato uno studente mediocre dai suoi professori.

Fondamentale, per preparare un bambino alla vita, è far sì che trovi le proprie passioni e coltivi i sui talenti.

Semplicemente bambini

Semplicemente bambini 1062 1064 Neogenes

PRESENTAZIONE Questa rubrica nasce dalla voglia di raccontare e descrivere il meraviglioso mondo dei bambini alla luce dei principali contributi che la letteratura in psicologia ci fornice.

L’intento è quello di far comprendere che il bambino, come sosteneva J. Piaget, psicologo e pedagogista, “non è un adulto in miniatura”, ma ha caratteristiche proprie e una struttura mentale che non lo rende per capacità inferiore ad un adulto, ma semplicemente diverso.

Sono poi forniti dei consigli pratici che ci aiutano a comprendere meglio i nostri figli e ad approcciarci a loro nella maniera più adeguata.

L’AUTRICE: ALESSIA MADONIA

Su di me, il mio grande interesse per i meccanismi della mente umana e la voglia di occuparmi delle persone affinché possano superare le difficoltà ed essere soddisfatte della loro vita, mi ha portato ad intraprendere gli studi in Psicologia presso le Università di Milano Bicocca.

Nel corso degli anni mi sono poi specializzata in Psicologia Clinica e Neuropsicologia.

Ho lavorato come responsabile risorse umane e recruiter seguendo le attività di diverse aziende clienti del milanese.

La passione per i bambini mi ha portato ad approfondire le mie conoscenze in merito all’età evolutiva e a maturare diverse esperienze nell’ambito della tutela dei minori.

Ho lavorato presso cooperative e centri specializzati nella diagnosi e cura della patologia post traumatica.